Chi è sr Anna Monia?
Anna Monia Alfieri, religiosa delle Marcelline, è legale rappresentante dell’Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline. Da anni rende visibile in Italia il tema della libertà di scelta educativa e del costo standard di sostenibilità per allievo, strumento per realizzarla.
Laureata in giurisprudenza nel 2001 e in economia nel 2007 presso l’Università Cattolica di Milano, consegue il diploma superiore di Scienze Religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano. Da anni collaboratrice del Ministero della Pubblica Istruzione e del Merito e dell’USMI (Unione Superiori Maggiori Italiani) Lombardia. Come consulente esperta dell’USMI Nazionale, è membro dell’Ufficio Scuola, membro di diritto del Consiglio Nazionale CEI. Co-autrice di saggi, dossier, focus sempre sui temi di competenza. Numerosi gli interventi in convegni, riviste specializzate e trasmissioni radio televisive. Insignita nel dicembre 2020 dell’Ambrogino d’Oro, Medaglia di Benemerenza Civica, per l’impegno civile a favore della libertà di scelta educativa e del pluralismo scolastico. Per analoghe motivazioni, a luglio 2022 il presidente Mattarella l’ha insignita del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Del giugno del 2025, il riconoscimento della Mela d’Oro, premio Bellisario.
Il Diritto di apprendere
In Italia, a quindici anni dalla legge n. 62/2000, che ha definito il Servizio Nazionale di Istruzione costituito dalla scuola pubblica statale e paritaria, la famiglia non ha ancora il pieno esercizio della libertà di scelta in un reale pluralismo educativo.
Per fare un passo avanti decisivo, di civiltà e di diritto, si propone di introdurre il criterio del costo standard per allievo nell’unico Sistema Nazionale di Istruzione, nel quale vivano, collaborino e competano, sulla frontiera della “qualità educante”, scuole statali e scuole paritarie, entrambe riconosciute come istituzioni pubbliche al servizio della persona.
Il risultato finale? Lo Stato spenderebbe molto meno, come il presente saggio dimostra: evidenza forse persuasiva, in ordine alle ragioni dell’economia che si coniugano con quelle del diritto, come previsto dalla Costituzione Italiana, per una democrazia pienamente realizzata.
“Tutto ciò ci ha in qualche modo distratti dal nostro obiettivo, forse anche un po’ per colpa nostra; e vorrei, con tutta sincerità, domandare perdono all’Assemblea, se da parte nostra, anche per necessità polemica, è stato accentuato questo dissidio e si è trascurato un problema che dovrebbe trovarci tutti egualmente concordi, il problema della scuola senza qualificazioni, della scuola nella quale rioffriamo veramente ogni nostra speranza, perché quando siamo di fronte alla scuola, veramente si accende o si riaccende la speranza. Pensiamo in questo momento, al di là delle necessità contingenti del dibattito, alla sorte della scuola in Italia; pensiamo a quello che essa può rappresentare per la ricostruzione spirituale del nostro paese, ai mezzi più opportuni, nella maggior concordia possibile degli spiriti, perché la scuola sia quella che deve essere, quella che vogliamo, con ferma volontà, che sia”. (Aldo Moro nella seduta pomeridiana del 22 aprile 1947).
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